La Consulta della Bicicletta del Comune di Palermo ha inviato al Prefetto una nota ufficiale per denunciare la crescita incontrollata del fenomeno degli “scooter elettrici” non omologati che circolano liberamente in città, spesso spacciati per biciclette. Una situazione che, secondo la Consulta, rappresenta ormai un problema di sicurezza pubblica e di convivenza urbana.
Un fenomeno fuori controllo
Nella nota si legge che a Palermo è sempre più diffuso l’uso di mezzi che «riescono a muoversi anche a grande velocità senza l’uso dei pedali» , e che quindi non possono essere considerati biciclette né rientrare nella categoria dei veicoli ammessi alla circolazione senza targa e assicurazione.
La Consulta ricorda che, secondo il Codice della Strada, questi mezzi non possono circolare né sulle strade pubbliche né nelle aree pedonali, perché privi di omologazione, targa e copertura assicurativa. La loro presenza, invece, è ormai quotidiana in tutta la città.
Rischi per la sicurezza e danno d’immagine alla mobilità sostenibile
Il documento sottolinea come l’uso illecito di questi scooter costituisca «un serio pericolo per l’incolumità e la sicurezza di tutti gli utenti della strada a cominciare da quelli più deboli» . La situazione è aggravata dal fatto che molti di questi mezzi vengono utilizzati da minorenni senza casco, senza patente e senza alcun rispetto delle regole, spesso anche nelle aree pedonali, dove sfrecciano «facendo slalom tra i pedoni» .
La Consulta denuncia anche un effetto collaterale molto grave: l’opinione pubblica tende a confondere questi mezzi illegali con le biciclette, generando sentimenti di avversione verso la mobilità ciclistica e sfiducia verso le forze dell’ordine.
Controlli insufficienti e fenomeno legato ad altre attività illecite
Nonostante alcuni interventi sporadici, la Consulta rileva che gli scooter elettrici illegali «continuano a scorazzare per le vie di Palermo indisturbati» . Il fenomeno, inoltre, secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sarebbe talvolta collegato ad altre attività criminose.
La Polizia Municipale, si legge nella nota, ha più volte rappresentato alla Consulta «l’insufficienza degli strumenti a propria disposizione» per affrontare un problema di tali dimensioni.
Le richieste al Prefetto: coordinamento interforze e sequestri immediati
La Consulta chiede al Prefetto un intervento urgente e propone:
- un coordinamento interforze dedicato al contrasto del fenomeno;
- postazioni fisse nei punti nevralgici della città, con controlli tecnici e sequestro immediato dei mezzi non omologati;
- una campagna educativa nelle scuole per chiarire che questi scooter non possono circolare né sulle strade né nelle aree pedonali;
- il coinvolgimento di produttori e rivenditori presenti sul territorio.
Aree pedonali trasformate in parcheggi abusivi
La nota dedica un passaggio molto duro alla condizione delle aree pedonali palermitane, «quotidianamente violate dal transito di veicoli a motore» e ormai ridotte a «parcheggi abusivi o strade di transito» . Una situazione che contrasta con il Codice della Strada e con la Carta Europea dei Diritti del Pedone.
La richiesta finale: un incontro urgente
La Consulta conclude chiedendo un incontro con il Prefetto per approfondire i fenomeni descritti e offrire la propria collaborazione istituzionale.

Ricordo di avere visto, anni fa, un servizio del tgr Lombardia che mostrava i controlli di carabinieri e poliziotti nei confronti delle biciclette elettriche modificate: mettevano il mezzo sul cavalletto e verificavano che le ruote camminavano da sole girando soltanto la manopola sul manubrio. Non capisco quindi perché nella città di Palermo sia necessario che la Consulta debba stimolare la Prefettura per chiedere una cosa ovvia: che tutte le forze dell’ordine collaborino nel contrasto agli illeciti sul territorio.
Per quanto riguarda le isole pedonali utilizzate come parcheggi, ritengo che questo sia possibile perché le stesse non hanno arredi che ostacolino questi abusi restringendo lo spazio libero: occorrerebbero almeno panchine, aiuole e alberi. Un’isola pedonale non è soltanto un pezzo di asfalto circondato da catene appese ai cosiddetti “panettoni” o delimitato da semplici paletti chiamati “francesine”, se ci si deve limitare a questo, molto meglio utilizzare i bollard oleodinamici in modo da poterli abbassare e fare passare all’occorrenza i mezzi di soccorso e di emergenza.
Il 90% di questi motorini elettrici ha lo stesso adesivo di lato, ovvero è stato acquistato in un particolare negozio. Scommetto escono già truccati da lì.
Non sono d’accordo sul danno d’immagine alla mobilità sostenibile: so perfettamente distinguere una bici a pedalata muscolare da un motorino elettronico.
Il sabato sera tra via Ruggero Settimo, via Maqueda e tutte le zone limitrofe sfrecciano (non corrono ma proprio sfrecciano) decine e decine di queste motociclette guidate da bimbim***ia senza alcun rispetto del prossimo, figuriamoci se hanno un briciolo di senso civico e conoscenza del codice della strada.
Sanare il fenomeno delle bici scooter elettrici è come intervenire per sanzionare chi non indossa le cinture di sicurezza. È un malcostume così diffuso che si può azzerare solo con una presenza oltre l’umana comprensione di FF. OO. ad ogni incrocio, Strada, cortile, ruga, sotto e sopra passaggio, corso e viale della città.
Immagino si possa iniziare dal centro storico dove ci sono ztl e aree pedonali per poi arrivare alle zone popolari ed infine la ciliegina dello Zen 2.
https://www.palermotoday.it/cronaca/consulta-bicicletta-incontro-prefettura-assenza-comune.html
Quindi l’incontro s’è fatto, ma il Comune non vi ha preso parte… ☹️